Gli Strumenti Musicali

Basso tuba

Basso tuba - Musica Cittadina Pontremoli

Il basso tuba è lo strumento più grave della famiglia degli ottoni. Il timbro è potente e oltre che ad ottenere effetti grotteschi o paurosi, si presta egregiamente a rinforzare i crescendi di tutta l'orchestra. È lungo quasi undici metri, e anche se le sue dimensioni risultano ridotte dal fatto che il tubo è ritorto a spirale come nel corno, il suo peso non indifferente lo rende di difficile manovrabilità. Il tubo ha forma conica e, raccolto come nel corno e nel trombone, viene tenuto praticamente in braccio dallo strumentista. Molti di questi strumenti hanno tre chiavi, ma ve ne sono anche alcuni che ne possiedono quattro o cinque per poter raggiungere le note più gravi. L'imboccatura, come nella tromba e nel trombone, è a tazza. Inventata in Germania intorno al 1830 e introdotta dapprima nelle bande, poi, nella seconda metà del secolo, nelle orchestre sinfoniche, la tuba presenta tubo conico, con ampio padiglione; è munita di pistoni in numero di 4, 5 e talvolta anche 6, che consentono di realizzare la scala cromatica per un'estensione di quasi quattro ottave. Il timbro è squillante e le sue possibilità espressive assai varie, agevolate dalla facilità con cui è possibile produrre i suoni. Delle numerose varietà di tuba, quelle di uso più frequente sono: la tuba bassa (in ingl. e in ted. basstuba) in si bemolle, la tuba bassa grave in mi bemolle o in fa, la tuba doppia contrabbassa in fa-si bemolle, anche denominate bombardoni. Con il termine di tuba wagneriana si intende una speciale tuba munita di quattro pistoni e di un bocchino di forma conica simile a quello del corno; nella Tetralogia, Wagner ne prescrive quattro, due tenore, in si bemolle, e due basse in fa.


Batteria

Batteria - Musica Cittadina Pontremoli

La batteria non è in realtà uno strumento unico, ma un insieme di strumenti a percussione nato con la musica jazz per fornire al percussionista il maggior numero possibile di strumenti in uno spazio ridotto.
La batteria si è imposta in praticamente tutti i generi di musica moderna quale cuore della sezione ritmica assieme al basso elettrico. Lo strumento, come lo conosciamo oggi, è nato attorno al 1935 negli ambienti jazz di New Orleans, ma già nel secolo precedente i neri dell’America meridionale avevano iniziato ad unire tamburi di origine africana dal suono differente. La composizione di queste prime, rudimentali "batterie" era la seguente: rullante, tom cinesi, una cassa piazzata orizzontalmente, piatti piccoli e charleston basso. All’inizio del Novecento, la sempre maggiore attenzione nei confronti dei piatti, portò ad un progressivo ingrandimento degli stessi, mentre i tom cinesi vennero sostituiti da tamburi più vicini alla forma attuale.
La batteria è composta da una grancassa (bass drum), azionata da un pedale, da un tamburo rullante (tamburo di costruzione particolare, solitamente in metallo, con cordiera in metallo applicata nella parte inferiore, attivata dalla vibrazione della membrana, in inglese snare drum), da uno o più tom (tamburi sospesi e fissati alla grancassa con un sistema a viti), un charleston (sistema composto da due piatti contrapposti e azionati da un pedale, in inglese hi-hat) un timpano (floor tom), e da due o più piatti (cymbals) sorretti da aste telescopiche.
I piatti si suddividono a loro volta in ride (piatto di grandi dimensioni utilizzato per scandire il ritmo, dal diametro medio di 20"), crash (piatto di minori dimensioni utilizzato per dare l’accento in determinate parti del ritmo, dal diametro medio di 16/17") e splash (piatto generalmente del diametro di 10/12 pollici, utilizzato per dare colore al ritmo). I piatti sono fusi utilizzando una lega di rame, stagno e argento. Fattori essenziali al corretto suono del piatto sono la sua dimensione, lo spessore e le proporzioni tra i tre metalli.
Tamburi e piatti vengono suonati percuotendoli con le bacchette (in inglese sticks), solitamente in legno d’acero (leggere e dunque veloci, particolarmente adatte al jazz), noce americano (più pesanti e resistenti, ma meno flessibili. Utilizzate soprattutto in ambito rock) e quercia giapponese (molto rigide e pesanti). Esistono differenti tipologie di bacchette: oltre alle normali in legno, è possibile suonare con le "spazzole", bacchette che terminano con un "ciuffo" di fili metallici rigidi.
L’utilizzo in differenti generi musicali può variare la composizione della batteria. Nella musica rock più veloce (heavy o trash metal) vi è un utilizzo abbastanza esteso della doppia cassa e di un numero elevato di tom e piatti, mentre la batteria jazz solitamente adotta una cassa di dimensioni ridotte e un numero minore (spesso uno solo) di tom.


Campane

Campane - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento a percussione, costituito da un vaso rovesciato generalmente di metallo, ma anche di legno, di porcellana o altro materiale, che produce suono se percosso da un battaglio o da un martello. Il battaglio può essere fissato all'interno della campana; oppure lo strumento può essere percosso da un martello manovrato direttamente dalle mani o da un meccanismo esterno.
Le campane sono classificate tra gli idiofoni, cioè strumenti nei quali il materiale solido, con il quale sono costruiti, vibra per produrre suono.
Le campane erano conosciute in Cina già prima del 2000 a.C., come anche in Egitto, nella Grecia antica e a Roma. Sin dai primordi, vennero utilizzate come strumenti per inviare segnali, ma anche come oggetti rituali o magici, o come amuleti (appese alle porte delle case) o come segni di riconoscimento, appesi ad esempio al collo degli animali. L'uso delle campane nelle chiese d'Europa è testimoniato nel corso di tutto l'Alto Medioevo, e il loro apporto allo sviluppo della cultura medievale (ad esempio nella scansione e relativa formazione del concetto di tempo) è stato fondamentale.
Le prime campane furono probabilmente costruite utilizzando una lastra di metallo; in seguito venivano fuse in bronzo. La fusione delle campane cominciò a non essere più praticata quando presero il sopravvento campane di fogge assai più semplici, costruite con sottili lamine di metallo inserite in strutture rettangolari e chiuse con rivette. Nell'Ottocento il processo di fusione fu nuovamente riscoperto, permettendo così di costruire campane di dimensioni sempre maggiori.
La piccola campana emisferica conosciuta nell'antichità, prodotta con processo di fusione, si sviluppò seguendo percorsi differenti. In Oriente assunse una forma allungata, ad alveare, con pareti di spessore uniforme. In Occidente, le campane vennero anche utilizzate all'interno degli orologi delle torri; queste venivano inizialmente percosse da martelli, ma ciò provocava non di rado la rottura del bordo. I costruttori cominciarono così a utilizzare con maggiore frequenza battagli interni e rinforzarono i bordi con anelli metallici di maggior spessore. A partire dal 1400 la forma caratteristica della campana occidentale si evolse fino a raggiungere un notevole grado di perfezione. Nel corso del Cinquecento gli artigiani costruttori di campane fiamminghi erano in grado di costruirne di talmente intonate da poter essere suonate insieme ed eseguire vere e proprie composizioni musicali (Vedi Carillon).
In Italia, i più celebri fonditori di campane furono i maestri toscani, lucchesi, pisani e fiorentini. Campane di grandi dimensioni e molto antiche si trovano a Roma (che è la città che ne vanta il maggior numero al mondo) ai Musei Lateranensi, in San Pietro e nella basilica dei Santi Apostoli ; a Lucca in San Martino, a Spoleto, a Recanati, nel Duomo di Milano e in quello di Parma.
Le campane costruite in bronzo sono composte da tre parti di rame e da una di stagno, e producono un suono migliore rispetto alle altre. Nel processo di fusione vengono utilizzate una forma d'argilla che riproduce le fattezze di quella che sarà la parte interna della campana, e un'altra forma, di materiale più denso, costruita sopra alla prima, che riprende la sagoma della parte esterna della campana. Il metallo fuso viene poi fatto colare tra le due forme; una volta raffreddato, la forma viene aperta e la parte esterna pulita e levigata. L'interno viene levigato con cura ancora maggiore, in modo da ottenere la perfetta intonazione desiderata.
La campana più grande mai costruita, la Tsar Kolokol di Mosca, fusa nel 1733, è alta 5,8 metri, ha uno spessore di 61 centimetri e pesa circa 181 tonnellate.
Il timbro di una campana deriva in parte dalle proporzioni di altezza, larghezza, spessore e dalla morfologia generale, ma il vero timbro è dato in realtà dalla sovrapposizione di numerosi timbri parziali, prodotti dalle vibrazioni delle diverse sezioni della campana stessa. Se l'intonazione di queste è imperfetta, le campane non possono essere suonate in carillon, poiché produrrebbero aspre dissonanze.
Una piccola campana di ferro da tenere in mano fu sviluppata nell'Africa subsahariana, ed è ancor oggi parte integrante di molta musica africana. Poiché le campane da mano non hanno il battaglio, vengono percosse con martelletti; il tipico suono secco e penetrante di questi strumenti può essere ritrovato anche in alcune musiche della tradizione latino-americana.
Le campane tubolari, presenti nell'organico dell'orchestra moderna, sono composte da raggruppamenti di tubi in metallo intonati ad altezze differenti e percossi con un martelletto. Le campanelline sono piccole campane di metallo, vuote, al cui interno è sistemata una pallina che, ruotando, colpisce le pareti e provoca la vibrazione che genera il suono. Queste ultime morfologicamente condividono poco con le vere campane, ma possiedono una storia simile come strumenti a funzione rituale e magica (crotali).


Cimbalo

Cimbalo - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento di tipo idiofono originario dell’Asia Minore e successivamente introdotto in Grecia e nell’Impero romano. É costituito da un piattino (o da una coppia di piattini) di forma piatta o convessa che vengono percossi dalla mano del suonatore o da un oggetto. Essi hanno solitamente bordi o protuberanze centrali, ma ne esistono anche di tipo liscio. Le coppie di cimbali vengono utilizzate facendo cozzare i piattini tra di loro in modo violento, oppure delicatamente, quando si vuole produrre un suono più cristallino e tintinnante.
Il cimbalo a coppia ha dato origine ai moderni piatti in uso presso le orchestre sinfoniche.


Clarinetto

Clarinetto - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento, con cameratura cilindrica, padiglione svasato e ancia semplice. I clarinetti moderni sono costruiti in ebano e a volte in plastica; possiedono 20 o più fori sul tubo, chiusi direttamente dalle dita dell’esecutore o tramite chiavi per ottenere note di differente altezza. Il clarinetto possiede un timbro dolce e mellifluo ed è uno strumento capace di notevoli agilità, particolarmente nell’esecuzione di scale e arpeggi. Lo strumento possiede inoltre una notevole possibilità di escursione dinamica.

La taglia più diffusa del clarinetto è il soprano in si bemolle che ha un’estensione di circa tre ottave e mezzo: la nota più grave è il re (scritta mi) sotto il do centrale. Nel salto d’ottava, che si ottiene azionando una chiave portavoce e per mezzo di una maggiore pressione nell’emissione dell’aria, l’intervallo prodotto è di una dodicesima, a causa della mancanza delle armoniche pari, e non di un’ottava come avviene negli strumenti come i flauti e gli oboi. Altre taglie meno comuni di clarinetto sono quelle di soprano in la (un semitono sotto il si bemolle); di soprano in mi bemolle (una quarta più acuto); di basso (un’ottava più grave del soprano in si bemolle); e di contrabbasso (un’ottava sotto il basso). Il corno di bassetto è un clarinetto alto intonato in fa sotto il si bemolle. La musica per tutte le taglie dei clarinetti è scritta come se fosse destinata ad uno strumento intonato in do: in un clarinetto in si bemolle una nota scritta corrispondente ad un do suonerà sullo strumento come un si bemolle. Gli esecutori possono così agevolmente cambiare strumento senza dover cambiare ogni volta la diteggiatura. La denominazione clarinetto in si bemolle non indica la nota fondamentale emessa dallo strumento, ma il tipo di notazione utilizzato, contrariamente a quanto avviene negli strumenti come il trombone o la tuba.

Il clarinetto fu inventato intorno al 1700 dal costruttore di flauti tedesco Johann Christoph Denner a partire da uno strumento precedentemente diffuso, lo chalumeau. Dopo il 1840 furono sviluppati due nuovi e complessi sistemi di chiavi e diteggiatura: il sistema Boehm, utilizzato in molti paesi e brevettato nel 1844 dal costruttore francese Auguste Buffet, che adattò il sistema inventato per il flauto dal costruttore tedesco Theobald Boehm; e il sistema del costruttore belga Eugène Albert sviluppato intorno al 1860 e meno diffuso del precedente.

I clarinetti furono introdotti in orchestra a partire dal 1780. Fra le prime composizioni che prevedono partiture per clarinetto possiamo ricordare una ouverture per due clarinetti e corno (c. 1742) di George Friederich Händel e il concerto per clarinetto (1791) di Wolfgang Amadeus Mozart. In orchestra lo strumento non assunse ruoli solistici di particolare rilievo fino alla metà del XIX secolo, se si escludono alcune pagine di Schubert (nell’Incompiuta) e di Weber (nel Franco cacciatore). Con Brahms e Cajkovskij il clarinetto raggiunse maggiore importanza in ambito orchestrale. Nel corso del XX secolo compositori come Bartók e Ravel hanno frequentemente utilizzato il clarinetto a causa della sua notevole estensione e della straordinaria agilità nei passaggi solistici, e anche come strumento di raddoppio di altri strumenti soprani.


Clarinetto Basso

Clarinetto Basso - Musica Cittadina Pontremoli

Si compone di cinque pezzi: bocchino, stortito, pezzo superiore del corpo, pezzo inferiore del corpo, campana d'alpacca. Ha il suono molto morbido e pastoso, particolarmente affascinante nella regione grave.
Lo si costruisce normalmente in sib, più raramente in la e in do.
Lo strumento ha la forma di una pipa: il corpo centrale, che porta la foratura e le chiavi, è diritto e costruito in legno. Nella parte superiore il tubo si modella a S (e diventa di metallo) per portare il bocchino. Il padiglione, se è in legno, è diritto, se è in metallo è rivolto verso l'alto.
In Austria si costruiscono anche clarinetti bassi con la piegatura della canna a U come nel fagotto.
Il primo clarinetto basso fu costruito nel 1772 a Parigi da Gilles Lot che lo chiamò basse-tube: si estendeva per tre ottave e mezza; lo strumento fu ripreso nel 1793 da Heinrich Grenser di Dresda che poi lo perfezionò tanto da esserne considerato l'inventore.La forma definitiva si ottenne però dopo vari tentativi: per esempio, Johann Heinrich Gottlieb Streitwolf di gottanga, tra il 1828 e il 1833, costruì quel primo modello a forma di fagotto che abbiamo citato sopra. Interessante è il clarinetto basso di Nicola Papalini di Chiaravalle. Il canneggio ha un curioso andamento a serpentina raccordata: dopo una ritorta della canna che precede il barilotto, la serpentina traccia il profilo di un grosso tubo appiattito che si conclude con una campana rivolta verso l'alto. Il corpo dello strumento era in legno, costituito da due parti unite longitudinalmente e così tortuosamente profilate da diminuirne la lunghezza. Il clarinetto basso di Papalini era tenuto insieme fa giunti di ottone, 18 fori collocati lateralmente, un foro posteriore e cinque chiavi.
Toccherà ad Adolf Sax, nel 1836 a dare allo strumento la forma attuale a pipa con l'inconfondibile profilo che il geniale costruttore adotterà per il saxofono.
In questa forma il clarinetto basso entrò in orchestra, nello stesso anno, per l'esecuzione degli ugonotti di Meyerbeer. Furono tentati anche modelli in latta (klaryphon) adottati soprattutto nelle bande della marina spagnola.Il clarinetto basso in do costruito da Catterino Catterini nel 1830, prese il nome di glicobarifono e, il 2 febbraio 1838, fu presentato con successo al teatro comunale di Modena. Anche questo modello aveva la canna a U come il fagotto, il padiglione in ottone, posto verticalmente. In ottone erano pure la canna d'imboccatura e il becco.
E' accordato all'ottava inferiore del clarinetto ordinario, ma il clarinetto basso possiede di solito la chiave aggiunta per scendere fino al mib.
Ormai quasi tutte le partiture moderne comprendono il clarinetto basso, che spesso è trattato in passi di rilievo.
Dal Lohengrin in poi Wagner ha assegnato a questo strumento un posto in orchestra e lo ha scritto in chiave di basso.
Non mancano esempi di suoni frullati (Schonberg: Pierrot Lunaire, Strawinsky: la Sagra della primavera).


Clarinetto Piccolo

Clarinetto Piccolo - Musica Cittadina Pontremoli

Esso continua i disegni melodici del clarinetto soprano in Sib verso l'acuto e spesso suona in unione al flauto e all'ottavino.


Corno

Corno - Musica Cittadina Pontremoli

Classe di strumenti a fiato con apertura conica, dal corpo metallico o ricavato direttamente da un corno animale. Il suono in questi strumenti viene prodotto grazie alla vibrazione delle labbra contro l’imboccatura, così come avviene nella tromba. Corni animali che producono una o due note sono diffusi fin da tempi remotissimi in numerose culture. In questa categoria possono essere inclusi i corni da caccia medievali, i corni reali africani in avorio, il cornu, e l’ebraico shofar. Molti di questi strumenti furono in seguito costruiti in metallo e dettero vita a corni come il lur dell’antica Scandinavia. Altri strumenti assimilabili a questa categoria sono l’Alphorn, il bugle, la cornetta e il cornetto rinascimentale, un "corno" in legno con fori d’apertura sul tubo.

Il corno da orchestra fu utilizzato a partire dal 1650 circa: si tratta di una versione di maggiori dimensioni degli strumenti precedentemente costruiti, fornito di un tubo ritorto secondo un disegno circolare. Il corno da caccia, introdotto in orchestra nei primi anni del Settecento, poteva eseguire dodici note derivate dalla serie degli armonici naturali. Il corno ottenne una maggiore flessibilità intorno al 1750 con una nuova tecnica: introducendo la mano nel padiglione era possibile alterare l’altezza dei suoni fino a ottenere un tono intero. Nonostante questa innovazione fu necessario aggiungere allo strumento nuove sezioni di tubo, dette ritorte, per poter agevolmente suonare in un maggior numero di tonalità. Fu l’invenzione dei pistoni agli inizi del XIX secolo a rivoluzionare il corno. L’esecutore poteva infatti modificare la lunghezza del tubo vibrante semplicemente muovendo un dito. Un corno tagliato nella scala di Fa maggiore con tre pistoni può produrre una scala cromatica completa dell’estensione di tre ottave, partendo dal Si sotto alla chiave di basso (notato una quinta sopra). La tecnica dell’introduzione della mano nel padiglione è oggi utilizzata dagli esecutori per ottenere effetti espressivi modificando il timbro dello strumento.

Il moderno corno in Fa ha tre pistoni, un canneggio circolare che termina da un lato con una svasatura a campana e dall’altro con un bocchino a imbuto che dà al corno il suo caratteristico timbro soffice e mellifluo. Il corno doppio in Fa e in Si-bemolle fu introdotto intorno al 1900. Molte orchestre moderne comprendono nell’organico quattro corni.


Flauto

Flauto - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento a fiato tubolare nel quale il flusso d’aria è indirizzato dall’esecutore contro uno spigolo, in modo che quest’ultimo funzioni come generatore di pulsazioni che si trasmettono alla colonna d’aria contenuta nel tubo, producendo un suono di altezza determinata. Lungo il tubo possono essere inoltre aperti fori, in modo da produrre note di diversa altezza. Nei flauti traversi, come negli strumenti tipici dell’orchestra occidentale, nell’indiano bansri e nel cinese di, l’imboccatura (boccola, o bocca) è ricavata direttamente nel tubo. Nei flauti a imboccatura terminale il foro d’apertura è posto all’estremità del tubo (come nell’arabo ney). In altri flauti, come nel penny whistle, nel flauto diritto, e nell’ocarina, l’imboccatura è caratterizzata da una stretta fessura che conduce il fiato contro il bordo dell’apertura del tubo.
Il flauto traverso, il tipo più diffuso oggi nella cultura occidentale, era conosciuto in Cina già nel 900 a.C. Intorno al 1100 d.C. raggiunse l’Europa, dove venne utilizzato in ambito militare nelle zone di lingua tedesca. Da qui nacque l’antico nome di flauto tedesco per il flauto traverso. Famiglie di flauti, comprendenti taglie dal soprano al basso, furono suonate nel XVI e XVII secolo nell’ambito della musica da camera. Costruiti in un unico pezzo, questi flauti possedevano un corpo cilindrico e sei fori d’apertura lungo il tubo. Il flauto fu ridisegnato verso la fine del XVII secolo dagli Hotteterre, famiglia francese di musicisti e costruttori di strumenti a fiato. Essi costruirono gli strumenti in tre sezioni con cameratura conica, aggiungendo una chiave per facilitare la diteggiatura. Questo strumento poco alla volta, a partire dal tardo Settecento, sostituì il flauto dolce nell’ambito orchestrale. Vennero inoltre aggiunte gradualmente altre chiavi. A partire dal 1800 il flauto era fornito comunemente di quattro chiavi, che nel corso del secolo divennero otto.

Nel 1832 il costruttore di flauti tedesco Theobald Boehm creò un nuovo tipo di flauto a cameratura conica, e nel 1847 ne brevettò un tipo a tubo cilindrico, che divenne poi il modello più utilizzato di flauto fino ai giorni nostri. Questo strumento è costruito in metallo o in legno; possiede tredici o più fori controllati da un sistema di chiavi e un’estensione di tre ottave più un tono, a partire dal do centrale. Altri flauti in orchestra sono l’ottavino, intonato un’ottava sopra al flauto ordinario, il flauto contralto, solitamente intonato una quarta sotto al flauto ordinario e il flauto basso, intonato invece un’ottava sotto. Il flauto possiede un suono leggero e rotondo ma corposo e robusto nel registro grave, e non eccessivamente penetrante. Per questo motivo è utilizzato per alcuni assoli di particolare atmosfera, come nell’apertura del Prélude à l’Après-Midi d’un Faune di Debussy. Il registro più acuto del flauto, e di conseguenza anche l’ottavino, è decisamente penetrante e può essere sentito in qualsiasi tipo di scrittura orchestrale. In questo ambito è spesso utilizzato in passaggi che prevedono il tutto orchestrale, raddoppiando sovente la parte dei violini.


Flicorno Baritono

Flicorno Baritono - Musica Cittadina Pontremoli

Flicorno tenore, baritono, basso: sono tre elementi della famiglia accordati al medesimo Diapason. Se si misura lo sviluppo del loro canneggio, lo si trova uguale per tutti e tre. La differenza consiste nel diametro, che offre maggiore o minore facilità di risalire agli acuti o discendere nei gravi. Ognuno dei registri di questi strumenti corrisponde al registro vocale. Questi strumenti sono essenzialmente cantabili e sono insostituibili per eseguire le parti del cosiddetto controcanto. Il flicorno Baritono è conosciuto sotto il nome di Bombardino; il Flicorno Basso è conosciuto sotto il nome di Eufonio ed è dotato di un quarto pistone che lo arricchisce di 5 nuove posizioni.


Flicorno Soprano

Flicorno Soprano - Musica Cittadina Pontremoli

Nel 1810 l'inglese Halliday fabbricò una Tromba a sei chiavi e le dette il nome di Bugle-Horn.
Questo strumento ebbe varie modificazioni e prese successivamente i nomi di Bugle e di Corno a chiave.
Nacque verso il 1825 in forme analoghe in Francia e in Austria, passando poi in Germania, in Inghilterra e in Italia.
Ha il bocchino a forma di tazza come quello della Tromba e del Trombone, ma a differenza di questi, che hanno il tubo quasi integralmente cilindrico, esso ha un tubo conico come quello del Corno, terminante in una campana piuttosto ampia.
Il suo suono risulta pertanto intermedio tra quello della Tromba e quello del Trombone (del quale è meno incisivo) e quello del Corno (del quale è più potente e corposo).
La prima serie completa, dal Soprano al Contrabbasso, fu presentata nel 1843 da Sax che la chiamò famiglia dei Sax Horns.
In seguito giunsero al nome attuale di Flicorno. Il Flicorno Soprano è accordato nella tonalità di Sib.
Benché questo strumento si chiami soprano e sia tale veramente in relazione alle espressioni della famiglia, le sue caratteristiche non corrispondono alla parte vocale.
Considerato come strumento solista, il registro che più gli si adatta è quello del Mezzo-Soprano. Questo strumento può eseguire passi di agilità; nelle brass-band i Flicorni Soprani sono considerati come i Clarinetti della Banda e i Violini dell'Orchestra; rappresentano cioè la base.


Flicorno Tenore

Flicorno Tenore - Musica Cittadina Pontremoli

Il canneggio di questo strumento misura 2,95 metri. E’ tagliato nella tonalità di si bemolle, raramente si trovano flicorni tenori tagliati in do. Viene notato in chiave di violino e i suoni corrispondono ad una nona inferiore.Ha tre pistoni, ma si ha notizia di esemplari a quattro pistoni.In Italia è noto con il nome di bombardino.

In Germania si chiama Tuba tenore o Tenorhorn, in Austria Bassflugelhorn, in Francia Bugle tenor in si bemolle, oppure saxhorn tenor in si bemolle.

Cerveny di Koniggratz, nell’ottocento, gli preferì il termine di glyceide. Aveva la forma di tuba ed era tagliato in si bemolle con la possibilità di trasformazione in la. Più tardi lo stesso costruttore ideò il Kaisertenor in si bemolle e in do, a forma ellittica e quattro pistoni con meccanismo rotante.

In alcune partiture antiche per banda è adoperato a due o a tre parti, e si trova indicato come clavicorno in si bemolle.

La caratteristica del flicorno tenore risiede principalmente nell’ottava media e acuta, dove si accentua la differenza del suo timbro dal flicorno baritono. Nelle partiture per banda si trova segnato una sola parte di flicorno tenore se a questo è associato il flicorno baritono, quando, invece, non c’è il baritono si trovano 2 o anche tre parti.

Vi è un flicorno tenore americano costruito o nell’usuale forma diritta, oppure in forma ovale col padiglione rivolto all’indietro.

Si ha notizia di un flicorno tenore in la, prolungandolo con un piccolo tubo di ricambio. Questo strumento non è, però, usato in Italia.


Glockenspiel

Glockenspiel - Musica Cittadina Pontremoli

Consiste in una serie di barre metalliche rettangolari di acciaio larghe da 2,5 a 3 cm., e spesse da 4 a 8 mm. circa, disposte cromaticamente, a volte con le barre posteriori rialzate rispetto a quelle anteriori, e poste su di un’intelaiatura inserita in un astuccio portatile.

In questo modello il suono si può smorzare solamente con le mani, ma esistono anche Glockenspiel a pedale, simili ad un piccolo vibrafono, dove il suono dei tasti si può smorzare attraverso il pedale di smorzamento.

I più comuni hanno 2 ottave e mezzo da Sol4 a Do7, altri raggiungono quasi tre ottave da Fa4 a Mi7.

Il suono reale è di due ottave sopra a quello scritto. Talvolta può considerarsi buon sostituto di crotali o cimbali antichi.

L’introduzione del pedale di smorzamento è stata una recente modifica apportata per ottenere una più vasta gradazione di dinamiche ed effetti sonori.


Gong

Gong - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento idiofono a percussione, costituito da un disco concavo di bronzo che produce suono se percosso con una mazza con la cima ricoperta di sughero o di feltro. Molti gong possiedono una cupola centrale e un bordo rivoltato. Questi strumenti vibrano a partire dal centro.
Nei gong tipici della tradizione della musica indonesiana, il bordo è piuttosto spesso; è invece più sottile nel più largo tam-tam, gong cinese che produce un suono indeterminato e che è entrato a far parte dell'orchestra occidentale a partire dal XIX secolo. Il gong ebbe origine probabilmente in Asia in un periodo che non è possibile identificare. Presente in Indonesia a partire dal IX secolo, raggiunse l'Europa nel corso del XVIII secolo.


Gran Cassa

Gran Cassa - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento a percussione, a suono indeterminato, formato da una cassa cilindrica di legno alle cui estremità sono poste due membrane in pelle di montone mantenute in tensione per mezzo di tiranti a vite. (Su una delle due facce sono tese trasversalmente due corde di minugia che, vibrando, ne ravvivano la risonanza.)
La grancassa si suona con apposita mazza a semplice o doppia testa sferica, ricoperta di feltro, sughero o pelle, o anche, per ottenere particolari effetti, con le bacchette da timpano; viene appoggiata sopra un cavalletto o, nelle bande, sospesa per mezzo di due cinghie alle spalle dell'esecutore, che può così suonarla camminando.


Nacchere

Nacchere - Musica Cittadina Pontremoli

Nacchere (Spagnolo, castañuelas), strumento a percussione costituito da una coppia di pezzi di legno duro, avorio o materiale sintetico, a forma di valve di conchiglia, legati fra loro in modo da essere a stretto contatto. La cordicella è generalmente fissata all'indice e al pollice della mano dell'esecutore. Nel momento in cui le altre dita le colpiscono, le nacchere producono un effetto ritmico marcato e caratteristico. Sono utilizzate principalmente nella musica spagnola per sottolineare il ritmo della composizione, ma vengono suonate anche dalle danzatrici, che generalmente ne suonano un coppia con ciascuna mano; la mano sinistra controlla la coppia intonata a un'altezza più grave. Strumenti musicali in legno o in avorio simili alle nacchere sono noti fin dall'antichità.


Oboe

Oboe - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento a fiato ad ancia doppia con corpo in legno e una stretta cameratura ad andamento conico. L'oboe fu inventato dai musicisti francesi Jean Hotteterre e Michel Philidor intorno alla metà del XVII secolo, modificando la più potente bombarda (lo strumento ad ancia doppia allora maggiormente diffuso) utilizzata generalmente per esecuzioni all'aperto. L'oboe di Hotteterre e Philidor, detto hautbois (che in francese significa "legno alto", o "forte") aveva una cameratura più stretta di quella della bombarda, un corpo in tre pezzi in luogo di uno e un'ancia più piccola. Dal XVIII secolo, molte orchestre cominciarono a utilizzare una coppia di oboi. I primi strumenti di questo tipo possedevano sette fori di diteggiatura e due chiavi. Nel corso del Settecento cominciarono a diffondersi i modelli a quattro chiavi. Nel secolo successivo furono aggiunte altre chiavi, che raggiunsero le 15 e oltre; inoltre furono ridisegnati i fori di diteggiatura e la cameratura. Gli oboi della scuola francese, i più utilizzati ai nostri giorni, possiedono una cameratura piuttosto stretta e un suono assai penetrante. Gli strumenti di scuola tedesca, usati oltre che in Germania, a Vienna e nelle zone culturalmente legate a questa città, hanno un suono più dolce e una cameratura più larga. L'estensione dell'oboe moderno è di due ottave e mezzo a partire dal si bemolle sotto il do centrale. Händel, Haydn, Mozart, Beethoven, Schumann e Nielsen sono alcuni dei compositori che hanno scritto lavori nei quali l'oboe è protagonista.


Ottavino

Ottavino - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento a fiato tubolare nel quale il flusso d’aria è indirizzato dall’esecutore contro uno spigolo, in modo che quest’ultimo funzioni come generatore di pulsazioni che si trasmettono alla colonna d’aria contenuta nel tubo, producendo un suono di altezza determinata. Lungo il tubo possono essere inoltre aperti fori, in modo da produrre note di diversa altezza. Nei flauti traversi, come negli strumenti tipici dell’orchestra occidentale, nell’indiano bansri e nel cinese di, l’imboccatura (boccola, o bocca) è ricavata direttamente nel tubo. Nei flauti a imboccatura terminale il foro d’apertura è posto all’estremità del tubo (come nell’arabo ney). In altri flauti, come nel penny whistle, nel flauto diritto, e nell’ocarina, l’imboccatura è caratterizzata da una stretta fessura che conduce il fiato contro il bordo dell’apertura del tubo.
Il flauto traverso, il tipo più diffuso oggi nella cultura occidentale, era conosciuto in Cina già nel 900 a.C. Intorno al 1100 d.C. raggiunse l’Europa, dove venne utilizzato in ambito militare nelle zone di lingua tedesca. Da qui nacque l’antico nome di flauto tedesco per il flauto traverso. Famiglie di flauti, comprendenti taglie dal soprano al basso, furono suonate nel XVI e XVII secolo nell’ambito della musica da camera. Costruiti in un unico pezzo, questi flauti possedevano un corpo cilindrico e sei fori d’apertura lungo il tubo. Il flauto fu ridisegnato verso la fine del XVII secolo dagli Hotteterre, famiglia francese di musicisti e costruttori di strumenti a fiato. Essi costruirono gli strumenti in tre sezioni con cameratura conica, aggiungendo una chiave per facilitare la diteggiatura. Questo strumento poco alla volta, a partire dal tardo Settecento, sostituì il flauto dolce nell’ambito orchestrale. Vennero inoltre aggiunte gradualmente altre chiavi. A partire dal 1800 il flauto era fornito comunemente di quattro chiavi, che nel corso del secolo divennero otto.

Nel 1832 il costruttore di flauti tedesco Theobald Boehm creò un nuovo tipo di flauto a cameratura conica, e nel 1847 ne brevettò un tipo a tubo cilindrico, che divenne poi il modello più utilizzato di flauto fino ai giorni nostri. Questo strumento è costruito in metallo o in legno; possiede tredici o più fori controllati da un sistema di chiavi e un’estensione di tre ottave più un tono, a partire dal do centrale. Altri flauti in orchestra sono l’ottavino, intonato un’ottava sopra al flauto ordinario, il flauto contralto, solitamente intonato una quarta sotto al flauto ordinario e il flauto basso, intonato invece un’ottava sotto. Il flauto possiede un suono leggero e rotondo ma corposo e robusto nel registro grave, e non eccessivamente penetrante. Per questo motivo è utilizzato per alcuni assoli di particolare atmosfera, come nell’apertura del Prélude à l’Après-Midi d’un Faune di Debussy. Il registro più acuto del flauto, e di conseguenza anche l’ottavino, è decisamente penetrante e può essere sentito in qualsiasi tipo di scrittura orchestrale. In questo ambito è spesso utilizzato in passaggi che prevedono il tutto orchestrale, raddoppiando sovente la parte dei violini.


Piatti

Piatti - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento a percussione costituito da due sottili dischi, di solito in bronzo, di forma concava. Possono essere suonati in coppia, percossi uno contro l'altro, oppure singolarmente colpiti da bacchette di vario spessore, e producono un suono di altezza indeterminata e di durata variabile. I piatti possiedono generalmente un manico di cuoio che permette di impugnarli; nell'ambito della musica leggera sono solitamente retti da un sostegno e suonati con l'ausilio di un pedale che consente di percuoterli meccanicamente, oppure utilizzando bacchette o spazzole di diversa durezza e dimensione. La presenza dei piatti, usati nelle cerimonie religiose sin dall'antichità, è documentata in Europa almeno dal periodo medievale. Nel corso del XVIII secolo la loro notorietà crebbe sulla scia della moda della musica militare turca, e in seguito entrarono a far parte stabilmente dell'orchestra. La costruzione dei piatti è divenuta tradizionale appannaggio della Turchia e della Cina. Questi strumenti si differenziarono soprattutto per le dimensioni della cupola centrale, che può essere molto pronunciata o appena accennata. Nell'antichità erano diffusi anche dei piccoli piatti digitali (cimbali) che producevano un suono assai simile a quello di una campanella.Campana Strumento a percussione, costituito da un vaso rovesciato, generalmente di metallo, ma anche di legno, di porcellana o altro materiale, che produce suono se percosso da un battaglio o da un martello. Il battaglio può essere fissato all'interno della campana; oppure lo strumento può essere percosso da un martello manovrato direttamente dalle mani o da un meccanismo esterno.


Saxofono Baritono

Saxofono Baritono - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento musicale a fiato ad ancia ideato attorno al 1840 dal costruttore di strumenti belga Adolphe Sax. Il sassofono combina nella sua costituzione l'ancia semplice e il bocchino del clarinetto con un corpo metallico e con la forma conica, in versione ampliata, del tubo dell'oboe. Il corpo presenta venti fori, coperti da calottine, che si possono aprire e chiudere a gruppi tramite sei tasti, o chiavi, azionati da indice, anulare e medio di ciascuna mano. Altri due fori, detti portavoce, vengono usati per produrre note di un'ottava superiore o inferiore a quella della gamma normale. La maggior parte dei componenti della famiglia dei sassofoni ha l'estremità ricurva come quella del clarinetto basso; altri, come il soprano, hanno forma diritta a somiglianza del clarinetto standard. I sassofoni più comuni sono il soprano, il contralto (o alto), il tenore e il baritono, dotati tutti di un'estensione di circa due ottave e mezzo. La qualità timbrica va dal dolce, flautato e morbido, al freddo e metallico.

Il sassofono fu introdotto per la prima volta nell'orchestra sinfonica nel 1844, e per lo strumento sono state scritte occasionalmente parti orchestrali, per esempio dai francesi Hector Berlioz e Georges Bizet. Anche il compositore tedesco Richard Strauss utilizzò un quartetto di sassofoni nella sua Symphonia Domestica (1903). Tra le composizioni in cui il sassofono compare come solista accompagnato dall'orchestra si possono ricordare la Rapsodia di Claude Debussy e una Fantasia per sassofono e orchestra (1948) di Heitor Villa-Lobos. Nelle bande militari, i sassofoni abitualmente prendono il posto dei clarinetti. Lo strumento guadagnò una particolare popolarità negli Stati Uniti, dove fu associato specialmente con lo sviluppo del jazz. Tra i maggiori sassofonisti jazz sono Sidney Bechet (soprano); Charlie Parker (alto); Lester Young, John Coltrane e Coleman Hawkins (tenore); Gerry Mulligan.


Saxofono Contralto

Saxofono Contralto - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento musicale a fiato ad ancia ideato attorno al 1840 dal costruttore di strumenti belga Adolphe Sax.
Il sassofono combina nella sua costituzione l'ancia semplice e il bocchino del clarinetto con un corpo metallico e con la forma conica, in versione ampliata, del tubo dell'oboe. Il corpo presenta venti fori, coperti da calottine, che si possono aprire e chiudere a gruppi tramite sei tasti, o chiavi, azionati da indice, anulare e medio di ciascuna mano.
Altri due fori, detti portavoce, vengono usati per produrre note di un'ottava superiore o inferiore a quella della gamma normale.
La maggior parte dei componenti della famiglia dei sassofoni ha l'estremità ricurva come quella del clarinetto basso; altri, come il soprano, hanno forma diritta a somiglianza del clarinetto standard.

I sassofoni più comuni sono il soprano, il contralto (o alto), il tenore e il baritono, dotati tutti di un'estensione di circa due ottave e mezzo. La qualità timbrica va dal dolce, flautato e morbido, al freddo e metallico.

Il sassofono fu introdotto per la prima volta nell'orchestra sinfonica nel 1844, e per lo strumento sono state scritte occasionalmente parti orchestrali, per esempio dai francesi Hector Berlioz e Georges Bizet.
Anche il compositore tedesco Richard Strauss utilizzò un quartetto di sassofoni nella sua Symphonia Domestica (1903).
Tra le composizioni in cui il sassofono compare come solista accompagnato dall'orchestra si possono ricordare la Rapsodia di Claude Debussy e una Fantasia per sassofono e orchestra (1948) di Heitor Villa-Lobos.
Nelle bande militari, i sassofoni abitualmente prendono il posto dei clarinetti. Lo strumento guadagnò una particolare popolarità negli Stati Uniti, dove fu associato specialmente con lo sviluppo del jazz.
Tra i maggiori sassofonisti jazz sono Sidney Bechet (soprano); Charlie Parker (alto); Lester Young, John Coltrane e Coleman Hawkins (tenore); Gerry Mulligan.


Saxofono Soprano

Saxofono Soprano - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento musicale a fiato ad ancia ideato attorno al 1840 dal costruttore di strumenti belga Adolphe Sax. Il sassofono combina nella sua costituzione l'ancia semplice e il bocchino del clarinetto con un corpo metallico e con la forma conica, in versione ampliata, del tubo dell'oboe. Il corpo presenta venti fori, coperti da calottine, che si possono aprire e chiudere a gruppi tramite sei tasti, o chiavi, azionati da indice, anulare e medio di ciascuna mano. Altri due fori, detti portavoce, vengono usati per produrre note di un'ottava superiore o inferiore a quella della gamma normale. La maggior parte dei componenti della famiglia dei sassofoni ha l'estremità ricurva come quella del clarinetto basso; altri, come il soprano, hanno forma diritta a somiglianza del clarinetto standard. I sassofoni più comuni sono il soprano, il contralto (o alto), il tenore e il baritono, dotati tutti di un'estensione di circa due ottave e mezzo. La qualità timbrica va dal dolce, flautato e morbido, al freddo e metallico.

Il sassofono fu introdotto per la prima volta nell'orchestra sinfonica nel 1844, e per lo strumento sono state scritte occasionalmente parti orchestrali, per esempio dai francesi Hector Berlioz e Georges Bizet. Anche il compositore tedesco Richard Strauss utilizzò un quartetto di sassofoni nella sua Symphonia Domestica (1903). Tra le composizioni in cui il sassofono compare come solista accompagnato dall'orchestra si possono ricordare la Rapsodia di Claude Debussy e una Fantasia per sassofono e orchestra (1948) di Heitor Villa-Lobos. Nelle bande militari, i sassofoni abitualmente prendono il posto dei clarinetti. Lo strumento guadagnò una particolare popolarità negli Stati Uniti, dove fu associato specialmente con lo sviluppo del jazz. Tra i maggiori sassofonisti jazz sono Sidney Bechet (soprano); Charlie Parker (alto); Lester Young, John Coltrane e Coleman Hawkins (tenore); Gerry Mulligan.


Saxofono Tenore

Saxofono Tenore - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento musicale a fiato ad ancia ideato attorno al 1840 dal costruttore di strumenti belga Adolphe Sax. Il sassofono combina nella sua costituzione l'ancia semplice e il bocchino del clarinetto con un corpo metallico e con la forma conica, in versione ampliata, del tubo dell'oboe. Il corpo presenta venti fori, coperti da calottine, che si possono aprire e chiudere a gruppi tramite sei tasti, o chiavi, azionati da indice, anulare e medio di ciascuna mano. Altri due fori, detti portavoce, vengono usati per produrre note di un'ottava superiore o inferiore a quella della gamma normale. La maggior parte dei componenti della famiglia dei sassofoni ha l'estremità ricurva come quella del clarinetto basso; altri, come il soprano, hanno forma diritta a somiglianza del clarinetto standard. I sassofoni più comuni sono il soprano, il contralto (o alto), il tenore e il baritono, dotati tutti di un'estensione di circa due ottave e mezzo. La qualità timbrica va dal dolce, flautato e morbido, al freddo e metallico.

Il sassofono fu introdotto per la prima volta nell'orchestra sinfonica nel 1844, e per lo strumento sono state scritte occasionalmente parti orchestrali, per esempio dai francesi Hector Berlioz e Georges Bizet. Anche il compositore tedesco Richard Strauss utilizzò un quartetto di sassofoni nella sua Symphonia Domestica (1903). Tra le composizioni in cui il sassofono compare come solista accompagnato dall'orchestra si possono ricordare la Rapsodia di Claude Debussy e una Fantasia per sassofono e orchestra (1948) di Heitor Villa-Lobos. Nelle bande militari, i sassofoni abitualmente prendono il posto dei clarinetti. Lo strumento guadagnò una particolare popolarità negli Stati Uniti, dove fu associato specialmente con lo sviluppo del jazz. Tra i maggiori sassofonisti jazz sono Sidney Bechet (soprano); Charlie Parker (alto); Lester Young, John Coltrane e Coleman Hawkins (tenore); Gerry Mulligan.


Tamburello

Tamburello - Musica Cittadina Pontremoli

Il tamburello è uno strumento musicale a cornice, costituito da una parte in legno di faggio e da una cornice su cui si applica la pelle di capra o di capretto. Questa viene fissata da chiodi di legno o con una fascia, sempre di legno. Inoltre il tamburello è composto da una parte metallica inserita nella cornice, i cimbali, originariamente ricavati da latta di sarde.Le dimensioni del tamburello variano da un minimo di 25 cm ad un massimo di 70 cm di diametro. Anche il numero di cimbali varia a seconda della gravità del suono che si vuole produrre. Infatti la componente grave del suono prodotto è costituita dalla percussione della pelle di capretto o di capra, mentre quella più acuta dipende dai cimbali metallici.Le origini del tamburello si perdono nella notte dei tempi, basta comunque sapere che in tante iconografie e graffiti rupestri questo strumento musicale viene già raffigurato nella sua forma classica, quindi potrebbe risalire all'era preistorica. Nel Salento sono stati ritrovati graffiti rupestri nelle grotte di Porto Badisco (una località vicino Otranto) che risalgono a circa 6.000 anni fa e la cultura contadina di queste zone si è appropriata di questo strumento, facendolo diventare nei secoli il simbolo della musica e della danza popolare salentina.


Timpani

Timpani - Musica Cittadina Pontremoli

Strumenti a percussione ad altezza determinata. I timpani sono gli strumenti a percussione più importanti dell’orchestra. Parti obbligate per i timpani fecero la loro apparizione nelle partitura orchestrale alla metà del XVII secolo. Nell’orchestra classica erano utilizzati generalmente due timpani, intonati rispettivamente in relazione alla tonica e alla dominante (il primo e il quinto grado della scala); un terzo timpano fu aggiunto nel corso del XIX secolo. Le orchestre odierne ne impiegano generalmente quattro, anche se numerose composizioni ne esigono cinque: spesso è richiesto ai percussionisti di suonare più di un timpano alla volta (come nel caso della Sagra della Primavera di Stravinskij, 1913).
Il suono viene prodotto percuotendo la pelle con due bacchette di legno le cui estremità sono ricoperte di feltro o pelle.


Triangolo

Triangolo - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento a percussione di altezza indeterminata. Consiste in una sbarretta d'acciaio piegata a forma di triangolo. È appeso a una corda e viene percosso con una bacchetta anch'essa di metallo.
Il triangolo è conosciuto in Europa già nel XIV secolo, e fino all'Ottocento fu spesso suonato insieme alle campanelle. Il triangolo fece la sua comparsa in orchestra nel corso del XVIII secolo grazie alla moda per la musica militare turca che imperversava in quel periodo. È uno strumento regolarmente utilizzato nella musica popolare cajun. Franz Liszt ha inserito un assolo per triangolo nel suo primo concerto per pianoforte del 1849.


Tromba

Tromba - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento a fiato di ottone, munito di bocchino curvilineo e di tre pistoni, formato da un tubo ripiegato su se stesso, cilindrico per tre quarti della sua lunghezza, conico per la parte rimanente, che termina con un padiglione.
Di origini assai remote, la tromba era nota alle antiche civiltà e utilizzata come strumento militare o per riti religiosi. Se ne conoscevano diversi tipi: la tromba d'argento degli Ebrei, la tromba diritta dei Greci, il lituo o corno dei Romani, ecc. La tromba fu anche uno degli strumenti di più antico uso orchestrale. Già nel xvii sec. era impiegata in opere e cantate e nel 1638 fu pubblicato a Francoforte un trattato sul Modo per imparare a sonare la tromba. Intorno alla fine del xviii sec. fu applicato allo strumento un tubo addizionale in seguito ripiegato a U e situato nella parte inferiore dello strumento. Con l'introduzione dei pistoni, all'inizio dell'Ottocento, fu possibile ottenere tutti i suoni della scala cromatica, mentre la primitiva tromba "naturale" produceva solo un suono fondamentale e la sua serie di armonici. Tra i diversi tipi di tromba oggi esistenti, i più comuni sono quelli in si bemolle e in do. Di timbro limpido e squillante, generalmente impiegata per ottenere effetti solenni ed eroici, le sue risorse espressive sono state straordinariamente ampliate con l'avvento del jazz, che ne ha inoltre prospettato un uso virtuosistico prima impensato. La sonorità della tromba può essere modificata mediante l'impiego di vari tipi di sordina.


Trombone

Trombone - Musica Cittadina Pontremoli

Strumento musicale a fiato della famiglia degli ottoni, caratterizzato dall'uso della coulisse mediante la quale l'esecutore può allungare o accorciare la colonna d'aria vibrante per modificare l'altezza dei suoni. Trombone a pistoni, trombone nel quale i pistoni sostituiscono la coulisse.
Il trombone è costituito da un tubo cilindrico e ricurvo, che nell'ultimo terzo si allarga, formando il padiglione. Sette posizioni differenti della coulisse permettono di ottenere una scala cromatica di oltre due ottave. Il timbro è nobile e maestoso, di grande potenza, ma suscettibile di sfumature anche dolcissime. La sonorità del trombone può essere modificata mediante l'impiego di vari tipi di sordine. Attualmente sono impiegati in orchestra soprattutto il trombone tenore in si bemolle e il trombone tenor-basso in si bemolle-fa.