La Nostra Storia

La Nascita della Banda Musicale Pontremolese

Pontremoli vanta antiche tradizioni musicali. Non è difficile, sfogliando manoscritti d’archivio di diverse epoche, imbattersi in gruppi di suonatori pronti ad intrattenere il pubblico con strumenti d’ogni genere, in occasione del passaggio di un famoso condottiero, di un governante o a sfilare in corteo sia per una processione sia per qualsiasi avvenimento in grado di suscitare interesse.

Tuttavia si può cominciare ad intravedere l’esistenza di una “banda”, se con questo termine si vuole identificare una formazione collettiva organizzata, solo nel XIX secolo. La Banda musicale pontremolese, considerata come sodalizio organizzato, ha origine nel “secondo periodo lorenese”.

Con l’espressione “secondo periodo lorenese” si vuole intendere dalla Restaurazione (1815) all’ingresso della comunità di Pontremoli nella Lunigiana Parmense (1848): una trentina d’anni davvero intensi per quanto riguarda l’attività musicale e teatrale della città.

Non esistendo studi unitari ed organici sulla formazione della Banda in Italia, è necessario ricorrere a vicende locali o territoriali per farne emergere le caratteristiche.

Come sottolinea lo studioso piacentino Stefano Pronti: “Nella prima metà del secolo XIX in Italia fioriscono le bande musicali con una tendenza esponenziale proporzionale alla crescita dello spirito risorgimentale di indipendenza nazionale.”

Presso la Sezione dell’Archivio di Stato di Pontremoli si conserva un prospetto del 1839 pronto a fornirci preziose informazioni sulle bande di Pontremoli, Fivizzano e Bagnone. La banda musicale di Pontremoli, priva di titolo o concessione legale, fu attivata il 1° giugno 1832.

Nelle osservazioni si dice esplicitamente:

“Nel giorno dicontro fu stipulata una scritta firmata da 31 Soci, che doveva aver vita per tre anni, contenente alcune regole disciplinarie, che fu verbalmente ammessa dall’Autorità Governativa di quel tempo, ma non essendo state osservate tali regole, la scritta andò in oblìo e solo in alcune circostanze straordinarie ha potuto aver luogo la riunione de’ Filarmonici per eseguire in Paese delle Sinfonie musicali a guisa di Banda. Attualmente la società si dà premura per ricomporsi e completarsi, dopo di che si propone di rivolgersi al Governo per avere un Regolamento proprio, ed una esistenza legale.”

I documenti attestano che la banda pontremolese fu attiva già nell’anno in cui fu fondata.

Nel 1832 il Granduca Leopoldo II venne in Lunigiana per visitare i lavori stradali che si stavano eseguendo alle strade del Cerreto e della Cisa. Di tale visita il nobile pontremolese Antonio Ricci (1772-1846) ci ha lasciato un’interessante relazione manoscritta pubblicata dallo storico locale Pietro Ferrari (1874-1945).

Il Granduca giunse a Pontremoli il 27 settembre 1832 verso mezzogiorno e prese alloggio nella casa del gonfaloniere Marchese Luigi Pavesi, “davanti alla quale trovavasi la truppa schierata in armi, a tamburo battente; indi cominciò a sonare la banda dei dilettanti, al momento che il Sovrano si affacciò al terrazzo in mezzo agli evviva di tutta la popolazione accorsa”.

In serata per rendergli onore si svolse una festa da ballo in casa del Cavalier Luigi Bocconi. Il 28 settembre Leopoldo II si recò a visitare la strada per Parma fino alla Cisa e al termine della giornata partecipò ad un’altra festa data in teatro.

Non è solo un documento privato a venirci in soccorso bensì un manoscritto rinvenuto recentemente presso l’archivio di stato. Nel “Registro delle Deliberazioni Magistrali” si legge in data 26 settembre 1832: “Inerendo alla circostanza fortunata del prossimo arrivo di S.A.I. e R. in questa Città i SS. Ri Adunati predetti deputarono e deputano gli infrascritti signori perché si rechino ad incontrare la Prefata A.S..I e R. a quella distanza che di concerto col Sig. Gonfaloniere sarà creduta propria: Anziani Cav.re Matteo, Dosi Marchese Cavalier Giovan Simone e Ricci Antonio. Il tutto per voti favorevoli quattro e contrari nessuno. Similmente commessero invitarsi il Signor Deputato di questa Banda filarmonica perché voglia fare eseguire in così fausta occasione de’ pezzi musicali componenti la medesima, per voti favorevoli quattro, contrari nessuno.”

Due documenti, dunque, in grado di attestare in maniera inconfutabile che la banda musicale pontremolese fu certamente attiva fin dal 1832.

Lo storico Emanuele Repetti annotò nel suo celebre Dizionario geografico fisico e storico della Toscana pubblicato nel 1841: “Fra li stabilimenti di pubblica istruzione e diletto Pontremoli conta un grazioso teatro recentemente restaurato. Havvi inoltre un’Accademia filarmonica sotto il titolo poetico dei Risorti Apuani ed una banda civica di dilettanti.” Ciò testimonia la differenza tra l’Accademia filarmonica, da ritenersi composta da orchestrali, e la banda musicale: istituzioni aventi diverse finalità.

Nel 1845 Gaetano Bertinelli, Maurizio Caimi e Giuseppe Ceppellini scrissero una lettera al Commissario di questo tenore: “I sottoscritti ed altri individui che insieme con essi componevano la Banda Civica di questa Città, che da circa cinque anni ha sospese le proprie riunioni, volendo adesso riattivare la medesima, che già era funzionante nelle forme, domandano a V.S. Ill.ma il permesso di potersi nuovamente riunire onde effettuare l’enunciato loro progetto, facendo e deliberando quanto in simili contingenze si rende necessario per ottenere la regolare riorganizzazione di essa.”

Con lettera del 4 luglio 1846 Raffaello Reghini, presidente della società musicale, richiedeva al Commissario di approvare il Regolamento della banda e l’uniforme da indossare nelle pubbliche manifestazioni. Il Regolamento, costituito da 25 articoli, riportava le firme dei componenti del sodalizio, tra cui quella dell’affermato direttore e compositore “Pietro Giovanni Parolini”. Nel settimo articolo si diceva esplicitamente che la Società ebbe inizio “dal primo gennaio milleottocentoquarantacinque”.

Era costituita da un Presidente, un Direttore o Capo-Banda, un Provveditore, un Cassiere ed un Segretario che, tra le altre incombenze, aveva quella di custodire l’archivio. Si componeva di “Soci ordinari”, che suonavano qualche strumento nonché pagavano una tassa di dieci lire fiorentine, e “Soci onorari” che volontariamente facevano parte della società e che annualmente corrispondevano una tassa.

I soci ordinari dovevano “gratuitamente intervenire alle processioni del Duomo nel giorno del Corpus Domini e Ottava”. Per tutte le altre funzioni alle quali la Banda fosse chiamata doveva essere diretto l’invito al Segretario che, presi accordi con Presidente e Direttore, doveva contattare i soci ordinari. Chi mancava doveva pagare una penale a meno di riuscire a giustificarsi fornendo seri motivi. I soci ordinari erano obbligati ad “intervenire alle sortite nei giorni più solenni dell’anno” e a tutte quelle manifestazioni che la Società ritenesse opportuno di fissare “sia per rallegrare il Popolo, come per onorare qualche distinto soggetto, sia infine per decorare i pubblici spettacoli.”

Nel 1848 la banda musicale pontremolese fu impegnata in almeno tre manifestazioni prestigiose: per i festeggiamenti organizzati dopo l’allontanamento della guarnigione parmense (28 marzo) ; per accogliere degnamente Vincenzo Gioberti che, come afferma lo storico Manfredo Giuliani, pernottò a Pontremoli presso l’Albergo del Pavone (18 maggio) ; infine per rendere onore al Granduca di Toscana Leopoldo II che, in visita alla città, fu ai primi di luglio ospite di Palazzo Bocconi (5-7 luglio) .

Maestro del sodalizio musicale era Pietro Giovanni Parolini, il celebre compositore pontremolese che, direttore dell’Orchestra filarmonica dei “Risorti Apuani”, aveva avuto l’onore di vedere rappresentata al Teatro della Pergola di Firenze nel 1819 la sua opera “Ifigenia in Aulide”.

Negli anni Cinquanta del XIX secolo sorse, a seguito di un accordo tra l’Accademia della Rosa e il Comune, una vera e propria scuola di musica che nei primi anni fu retta dal Maestro Giovanni Casali, già direttore d’orchestra a Lucca.

Da un Regolamento del 1863 approvato in consiglio comunale si evince che i soci del sodalizio (denominato Banda Nazionale di Pontremoli) si dividevano in “filarmonici contribuenti”, “filarmonici gratuiti”, “non suonatori contribuenti” e “non suonatori gratificati”.

Prima Formazione Bandistica 1875

Parolini fungeva da maestro compositore e riduttore, mentre Giovanni Casali da maestro direttore; i musicanti erano una ventina. Il regolamento fu variato, con qualche polemica, nel 1869 e, successivamente, nel 1877. In quel periodo su impulso di Don Giovanni Giannetti di Colle Val d’Elsa si era formata una fanfara con giovani provenienti da bande reggimentali e con suonatori dilettanti locali; essa cessò la sua attività dopo poco tempo. In quegli anni gestiva la pubblica scuola di musica il parmigiano Maestro Giacomo Pelati che, poi direttore della banda, era stato professore nell’orchestra del Regio di Parma.

Società Filarmonica Pontremolese 1890

Il 3 ottobre 1884 sorse la “Società Filarmonica Pontremolese” su iniziativa del Circolo Operaio di Mutuo Soccorso (Presidente: Enrico Bresadola; Maestro: Vincenzo Crescini) che negli ultimi anni del secolo riportò, sotto la guida di Daniele Zucchi Castellini, numerosi successi in concorsi musicali a La Spezia.

All’inizio degli anni novanta un certo Bertei di Casa Corvi diede vita ad un complesso bandistico denominato “Banda Bertei” che egli stesso diresse e che subito entrò in competizione con la Filarmonica a causa delle opposte idee politiche. “Con l’andar dei mesi e degli anni la tinta politica delle due bande si accentuò – scrisse l’acuto cronista Luigi Campolonghi – appoggiandosi la Bertei al Vescovado e alla farmacia del clericale Buttini, sotto il Campanone, e la Filarmonica ai reduci delle patrie battaglie e alla farmacia del liberale Rossi”. Nel 1893 la “Bertei” divenne la “Nuova Lega Musicale” ma la partenza verso la Terra Santa del suo fondatore, mai tornato in patria, ne causò lo scioglimento.

Società Filarmonica Pontremolese 1902

Agli inizi del nuovo secolo (1906) giunse a Pontremoli, chiamato da Mons. Angelo Fiorini, Don Francesco Omegna: egli fondò la “Banda dell’Oratorio Festivo”, fanfara che diresse in collaborazione con Don Nicolao Praglia e nella quale confluirono i musicanti della disciolta Banda Bertei. Organizzatasi, la fanfara cambiò nome, prima in “Banda Cattolica Giuseppe Verdi” e poi in “Società Musicale Giuseppe Verdi”.

Società Musicale Giuseppe Verdi 1915

Il vero artefice delle fortune di questa formazione, che prese a tutti gli effetti il posto della Banda Bertei, fu il Maestro spezzino Raffaele Romano. Purtroppo la storia di questi anni parla di sberleffi, sfottò ed aggressioni, non solo verbali, tra le due formazioni musicali presenti in città. E se per un certo periodo fu la Filarmonica a prevalere dal punto di vista tecnico, è pur vero che nel famoso Concorso di Viareggio del 1912 la “Verdi” conquistò la seconda piazza a pari merito con la banda di San Miniato, mentre la “Filarmonica” si classificò solo quinta.

Lo scarseggiare di musicanti portò al tentativo di unificare le due bande. La cosa riuscì nell’ottobre del 1919 quando fu fondata l’”Unione Musicale Gioacchino Rossini”, che suonò sotto la direzione del Maestro Romano.

Stava sorgendo il fascismo e l’unione musicale durò pochi anni fin quando, in occasione dell’inaugurazione di un gagliardetto fascista (1922), i musicanti provenienti dalla Filarmonica si rifiutarono di aderire, mentre quelli della Verdi parteciparono formando una “Sezione Dissidenti”. Fu così che tornarono ad esistere i due sodalizi musicali.

Unione Musicale Gioacchino Rossini 1920

La Filarmonica, osteggiata dal Fascismo, per protesta, sospese ogni attività sino al 1924 per poi riprenderla con enormi difficoltà fino a sciogliersi definitivamente ed anche la Verdi, sebbene per altri motivi organizzativi, fece altrettanto.

Anni dopo, si trovò un accordo per riunire le due bande. L’incarico fu affidato al Presidente Giuseppe Ferraris di Valenza. Quella fusione generò la nuova banda musicale “Gioacchino Rossini”, alla quale tornarono alcuni musicanti dell’altra formazione; essa visse di alterne fortune: dalle vittorie negli anni ‘30 nei concorsi di Carrara sotto la direzione del Maestro Simeone, sino alla inesorabile scomparsa durante gli anni della guerra.

Corpo Musicale Cittadino 1947

Gli anni che seguirono la Liberazione significarono ricostruzione per il paese e ripresa per la banda cittadina la cui la direzione fu affidata ad Abele Tozzi, che scriverà la marcia “Pontremoli” simbolo musicale della città. La formazione bandistica che si ricompattò con il nome “Corpo Musicale Cittadino” presieduta da Giuseppe Ferraris, venne diretta successivamente dal maestro Antonio Moscatelli fin quando quest’ultimo non dovette rientrare nella banda della Marina Militare. L’intervento dell’amministrazione comunale fu determinante per lo scompiglio che si era venuto a creare a causa della direzione vacante.

Corpo Musicale Pontremolese 1970

Nel 1951, un comitato provvide alla stesura del nuovo statuto. La società prese il nome di “Musica Cittadina” (presidenti in successione: Mario Nadotti, Primo Fugacci e Quinto Savi) e fu diretta dal cav. Dialto Rabuffi. Presidente divenne poi Angelo Triani. Sotto il suo impulso e sotto le direttive del Maestro Alessandro Senatore la banda, divenuta “Corpo Musicale Pontremolese”, riacquistò vigore. Il 1° Premio “Città di Fivizzano” (1970) e la partecipazione a manifestazioni in città come Roma, Firenze, Follonica, Magenta nonché all’Isola d’Elba ne sono la dimostrazione lampante.

Una nuova controversia sull’organizzazione interna portò ad una frattura che, inizialmente considerata irrisoria, si rivelò insanabile. L’amministrazione comunale richiamò in assemblea nel 1977 tutti i musicanti per stabilire una nuova forma sociale. Tornò la denominazione “Musica Cittadina Pontremoli”. La conduzione, secondo quanto stabilito, sarebbe stata gestita dai suoi componenti con l’apporto del Sindaco come membro di diritto. Primo presidente del nuovo corso fu Giorgio Moscatelli; primo direttore fu Arnaldo Maloni, cui seguì Giovanni Iannuberto.

Musica Cittadina Pontremoli 1981

Nel 1980 divenne Presidente Mauro Fugacci. Con Fugacci e con Nicola Orioli (1981), il piccolo grande maestro, si è aperta una nuova era per la Musica Cittadina Pontremoli. Val bene sottolineare che a partire dal 1978 diversi strumentisti pontremolesi si sono iscritti e poi diplomati presso il Conservatorio musicale di La Spezia (ora “Giacomo Puccini”) ed hanno così notevolmente arricchito, con l’esperienza maturata, il complesso bandistico locale portandolo, col tempo, a livelli eccelsi.

La banda, pur confrontandosi con formazioni musicali di tutto rispetto, ha conseguito successi rilevanti: 1.a classificata alla “VII Rassegna Bande popolari Città di Arezzo” (1983) e 1.a classificata al “IV Concorso Città di Scandicci” (1992). É apparsa più volte in trasmissioni televisive (circuiti Rai e Tmc) ed ha persino varcato i confini nazionali portando la sua musica a Parigi, Ingolstadt e Bruxelles.

Musica Cittadina Pontremoli 1994

Continua, sulle orme di Nicola Orioli, il Maestro Riccardo Madoni il quale, subentrato nel 1992 nella direzione artistica del sodalizio musicale, propone un repertorio moderno adatto ad una banda che tende lo sguardo al futuro pensando ai giovani e che è al contempo consapevole di avere un dignitoso patrimonio storico da salvaguardare. Da segnalare la partecipazione al 14° Concorso internazionale di Brno (1994), al 2° Festival Bandistico Europeo Città di Genova (1997), nonché a raduni in diverse regioni italiane. Da evidenziare altresì i gemellaggi stretti in questi ultimi anni con le realtà bandistiche di Sondrio, Oderzo, Offida, Treia e Meda.

A causa della chiusura della sede in via Mazzini, per destinazione ad altri utilizzi, la Musica Cittadina Pontremoli ha subito diversi cambiamenti di recapito. Dapprima il teatro “La Rosa”, quindi nelle stanze dell’ex Marello dopo che nel teatro sono cominciati i lavori di ristrutturazione. In seguito le sono stati affidati i locali dell’Ospedale Vecchio. Dopo aver subito un furto dovuto alla scarsa sicurezza della struttura l’associazione si è trasferita presso l’ex convitto “Leone XIII” in via Tellini nel centro di Pontremoli fino al 2009.

L’attuale sede è tornata ad essere l’ex ospedale “Sant’Antonio” edificio interamente ristrutturato dove tuttora risiede assieme all’Associazione Musicale Lunigianese (diretta da Stefania Gussoni e composta da una équipe di insegnanti diplomati al conservatorio), la moderna scuola di musica che, costituitasi nel 1990, propone corsi di canto, pianoforte, chitarra e ad orientamento bandistico, seguiti da una settantina di allievi.

Musica Cittadina Pontremoli 2005
Musica Cittadina Pontremoli 2005

Da Pietro Giovanni Parolini a Riccardo Madoni è passata tanta acqua sotto i ponti; molti uomini di buona volontà si sono succeduti nel corso di questi centocinquant’anni nelle varie formazioni bandistiche. Non sono mancati screzi o diversità di vedute, tuttavia quanti hanno prestato il loro impegno, da semplici appassionati a diplomati, lo hanno fatto per far risuonare “insieme”, nelle varie piazze, le musiche più disparate e per accompagnare le funzioni più svariate, facendo conoscere tradizioni e cultura del territorio.

La storia insegna che fior di musicisti come Mozart, Beethoven, Verdi, Cherubini, Spontini, Mendelssohn, Wagner, Schoenberg, Strawinskij, Varèse, solo per citarne alcuni, hanno scritto opere per fiati e complessi “bandistici”, sentìti, questi ultimi soprattutto, non solo come particolari veicoli di divulgazione della tradizione musicale, debitamente rivisitata e trascritta, ma anche come espressione vivace di una genuina ed incontaminata sensibilità artistica, non mediata da sterili compromessi di “cartellone” e repertorio.

In tale direzione la riscoperta di una nuova “banda”, attuale e modernamente indirizzata, sembra essere alla base della creatività di alcuni compositori contemporanei (Lijnshoothen, Crepin, Lancen ad esempio) affermatisi attraverso la realizzazione di un originale e peraltro complesso repertorio musicale, esclusivamente pensato per questo particolare insieme strumentale.

Nonostante ci sia ancora molto da fare gli scopi sono ben definiti: lo studio serio e disinteressato della musica, il piacere per la pratica strumentale, unitamente al desiderio dello “stare insieme” rappresentano, oggi più che mai, la vera ricchezza di quel “colto” dilettantismo, di settecentesca memoria, inteso contemporaneamente come mezzo d’espressione ed obiettivo principale di una società sensibile e civilmente “ordinata”.

 


Albo d’oro

  • 1970 – Prima Classificata “Concorso Città di Fivizzano”
  • 1983 – Prima Classificata “VII Rassegna Bande Popolari Città di Arezzo”
  • 1992 – Prima Classificata “IV Concorso Città di Scandicci”
Scroll Up